San Valentino – Cattedrale di Pisa – 14 febbraio 2026
Carissimi fidanzati e sposi, ci sono tanti modi per vivere il giorno di san Valentino. Voi avete scelto di viverlo venendo qui, a incontrare Colui da cui ogni vero amore proviene e di cui ogni autentico amore è segno. Penso che questa scelta sia molto significativa. L’amore che vi lega non è semplicemente un sentimento, un’attrazione, un’emozione. È piuttosto un dono che avete ricevuto e allo stesso tempo è una chiamata a fondare su di esso tutta la vostra vita. Se fosse solo vostro l’amore che vi unisce sarebbe un fondamento troppo debole, troppo fragile e instabile per poter reggere il peso di un’intera esistenza, con i suoi momenti di fatica, di difficoltà, di incomprensione, momenti in cui ci si scopre diversi da ciò che pensavamo e non si riesce ad accettare questa diversità. Sono proprio queste esperienze di crisi che ci aiutano a fare un salto di qualità nel nostro modo di amare. Direi che l’amore tra due persone dura solo a patto di trasformarsi, di trascendersi e di lasciare spazio all’amore di Dio, che ama entrambi e vuole la loro comunione. È solo attingendo a questo amore che riusciamo a superare le crisi e a riprendere il cammino a un livello superiore, che è in realtà un livello più profondo.
La storia di Zaccheo che abbiamo ascoltato nel vangelo che è stato proclamato ci parla proprio di questo. All’inizio Zaccheo prova solo interesse, curiosità per Gesù, vuole semplicemente vederlo, osservarlo da lontano, di nascosto, senza essere visto. E invece è Gesù che vede lui e gli chiede di incontrarlo. Lo fa scendere dall’albero su cui è salito. Zaccheo non ha bisogno di nascondersi, non deve vergognarsi di quello che è: Gesù lo ama così come è, nella sua piccolezza e nella sua condizione di pubblicano e peccatore. È questa accoglienza senza riserve, senza giudizi e soprattutto senza condanne che apre il cuore di Zaccheo e fa di lui un’altra persona. Ora è pieno di gioia, non ha più bisogno né di accumulare ricchezze ai danni degli altri, né di nascondersi e di difendersi. Ora può aprire le porte della sua casa, fare entrare Gesù e donare a piene mani quanto prima aveva estorto con l’inganno e la prepotenza.
Gesù gli dice: Oggi per questa casa è venuta la salvezza. Sono queste parole di Gesù che voglio anch’io annunciare a voi, carissime coppie. È la buona notizia che oggi voi ricevete. Il vostro amore sarà forte, il vostro amore sarà una dimora solida e accogliente se lascerete che il Signore venga a salvarlo, venga a rinnovarlo, a moltiplicarlo costantemente, a renderlo ogni giorno più simile all’amore di Dio per noi uomini. Concludo con le parole di un grande santo e dottore dell’amore, san Bernardo di Chiaravalle, e vi auguro che il vostro amore sia così come egli lo descrive: «L’amore non cerca ragioni, non cerca vantaggi all’infuori di sé. Il suo vantaggio sta nell’esistere. Amo perché amo, amo per amare. Grande cosa è l’amore se si rifà al suo principio, se ricondotto alla sua origine, se riportato alla sua sorgente. Di là sempre prende alimento per continuare a scorrere».
