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Introduzione catechismi followers

Il 29 giugno 2014 venivano pubblicati dalla Conferenza Episcopale Italiana gli “Orientamenti per l’annuncio e la catechesi in Italia” con il titolo “Incontriamo Gesù”, un testo che era frutto di un lungo lavoro da parte della Commissione episcopale per la dottrina della fede, l’annuncio e la catechesi, e che nella sua redazione, sette mesi prima, il 24 novembre 2013, aveva incrociato l’Esortazione apostolica sull’annuncio del vangelo nel mondo attuale Evangelii Gaudium di papa Francesco.

Se l’orizzonte prospettato da questi due testi è a trecento sessanta gradi e riguarda sia il primo annuncio che la catechesi rivolta a persone di ogni età e condizione culturale e sociale, una delle preoccupazioni più sentite a livello di catechesi dell’Iniziazione Cristiana, da anni, era avere a disposizione non solo sussidi e strumenti adatti ad una cultura che è radicalmente cambiata e quindi capaci di cogliere il linguaggio utilizzato dai bambini, dai ragazzi, dai giovani e dagli adulti di oggi, bensì soprattutto un vero e proprio “progetto” che permettesse di non andare in ordine sparso come si era chiaramente verificato negli ultimi anni, bensì che consentisse quella sincronia di comunione e quella sinergia di esperienze e di sostegno reciproco, perché chi opera nella pastorale catechistica non dovesse sentirsi isolato e come abbandonato alle proprie capacità e risorse di creatività spesso improvvisata.

Oltretutto nel testo  Incontriamo Gesù, al numero 30, si chiedeva esplicitamente “l’esistenza di un progetto catechistico diocesano coordinato con un progetto pastorale di evangelizzazione e primo annuncio”. Un progetto che ovviamente non nascesse a tavolino, ma fosse il risultato di un cammino condiviso da tutta la comunità diocesana, attraverso l’ascolto attento dei catechisti e dei parroci, dei vari operatori pastorali e dei genitori, confrontando le attese di questi con le indicazioni del magistero, attraverso ripetuti passaggi di confronto reciproco tra l’equipe diocesana appositamente costituita, con quanti esercitano il mandato e la responsabilità dell’annuncio e della catechesi nelle parrocchie, nei gruppi e nelle aggregazioni ecclesiali.

Grazie questo lungo e affascinante percorso si è sviluppato un sempre maggiore interesse su questo progetto, sono stati accolti e verificati suggerimenti e indicazioni che hanno portato a correggere e integrare ciò che già era frutto di esperienze condivise, in uno stile che a buona ragione possiamo chiamare sinodale, che ha suscitato nuove energie altrimenti inimmaginabili, sperimentazioni guidate e verificate e soprattutto un nuovo entusiasmo nel portare avanti uno dei compiti più importanti della Chiesa, messo alla prova dal cambiamento dei tempi e della mentalità.

La necessità poi di mantenere vive e feconde le relazioni con i catechisti delle singole parrocchie, con i parroci e con le famiglie dei ragazzi, ha costruito in maniera sempre più intensa una rete diocesana estremamente sensibile e  sempre “raggiungibile” grazie alle moderne tecnologie. 

L’efficienza di questa rete ha manifestato la sua preziosa efficacia soprattutto  quando, in fase di sperimentazione avanzata del progetto catechistico diocesano, ci siamo trovati in piena pandemia. Le relazioni sono continuate; anzi si sono ancora di più intensificate non solo tra il centro diocesi e i singoli catechisti, bensì anche e soprattutto tra i catechisti stessi, i parroci, i ragazzi e le loro famiglie.

Nella stesura di questo progetto non solo abbiamo voluto tenere presenti le indicazioni di Papa Francesco e della Conferenza Episcopale Italiana, bensì abbiamo voluto che in esso confluisse l’apporto intelligente e costruttivo dei vari Uffici e Centri diocesani perché una catechesi che si rispetti non può non essere animata dalla vita liturgica della Chiesa e testimoniata nel servizio della Carità, e capace di raggiungere i catechizzandi nel loro specifico ambito di vita, utilizzando esperienze e competenze di chi si occupa di pastorale giovanile, di pastorale della famiglia e del servizio alla crescita integrale di ogni uomo e donna chiamati all’incontro di fede con Gesù nella Chiesa.

Dare alle stampe questa prima parte del progetto diocesano che sta crescendo e speriamo possa fruttificare ulteriormente, vuole essere l’offerta di una esperienza concreta utile anche ad altre Chiese in questa particolare fase culturale sempre in movimento e per niente statica. Sappiamo bene che anche ciò che appare come una bella conquista, è solo una tappa di un cammino che non può e non deve mai fermarsi e congelarsi in forme stereotipate, e quindi deve essere pronta ad evolversi nelle modalità e negli strumenti espressivi con la fedeltà indiscussa a trasmettere non soltanto il contenuto della nostra fede, bensì soprattutto la possibilità di fare vera esperienze di incontro con il Signore Gesù vivente nella sua Chiesa e nel mondo.

Per questo saremo grati a tutti coloro che potranno e vorranno esprimerci la loro valutazione e il proprio apporto circa i contenuti e gli strumenti da utilizzare al meglio. Infatti, sappiamo bene che se è vero, secondo l’antico proverbio, che “l’unione fa’ la forza”, è pur sempre vero che per la comunità cristiana “la nostra forza più vera è la comunione”.

    + Giovanni Paolo Benotto

Arcivescovo Metropolita di Pisa