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Lettera per la catechesi

Ai Presbiteri diocesani e religiosi

e ai Diaconi permanenti

Pisa, 28 ottobre 2020

Carissimi, 

in rapporto alle problematiche legate alle misure di contenimento del Covid19, molti hanno chiesto delucidazioni circa le modalità per svolgere il catechismo dell’Iniziazione Cristiana con i nostri bambini, ragazzi e adolescenti.

Per questo ho convocato in videoconferenza i Vicari Foranei per avere un ragguaglio su come ci si sta regolando nelle parrocchie di ogni vicariato e per condividere alcune linee comuni alle quali fare riferimento, per dare serenità e sicurezza per quanto possibile.

Nella riflessione che abbiamo fatto sono emerse alcune indicazioni che desidero condividere con tutto il presbiterio diocesano e perché altrettanto possa essere fatto con i catechisti di ogni parrocchia.

Tenendo conto di quanto prescritto dalle ultime norme emanate dal Presidente del Consiglio dei Ministri, al momento, non sono state cambiate le norme che già erano state emanate sia per quanto riguarda le celebrazioni liturgiche, che per le attività di catechesi. A questo proposito non dobbiamo dimenticare che le scuole sono tuttora aperte e che operano di presenza fino alla secondaria di primo grado, cioè fino alle scuole medie inferiori. Per questo sarebbe davvero improvvido e non condivisibile rimandare l’inizio del catechismo una volta esaurita la pandemia.

E’ ovvio che non sappiamo che cosa potrà succedere in futuro. Al momento, è sicuramente fondamentale mantenere e semmai intensificare i rapporti diretti con i ragazzi e le loro famiglie, e nello stesso tempo, attivare le più diverse forme di comunicazione che in caso di ulteriori chiusure, ci permettano di continuare la catechesi e la formazione cristiana dei nostri ragazzi.

Non bisogna neppure dimenticare che una catechesi che non sia anche esperienza diretta di vita liturgica e sacramentale comunitaria, è sicuramente zoppa ed estremamente parziale. Per quanto possibile, dobbiamo cercare di sottolineare il valore della partecipazione alla Messa domenicale dei bambini e ragazzi, accompagnati dai genitori, così come è indispensabile curare in maniera più esplicita e continuativa la partecipazione dei genitori alla catechesi dei loro figli, di cui sono i catechisti “nativi”, svolgendo le parrocchie una attività di sostegno e di aiuto, ma non di sostituzione.

Per questo, è importante, privilegiare una maggiore attenzione alle famiglie, sia da parte dei catechisti che da parte nostra, magari ricorrendo ad un sistema di catechesi che potremmo definire “misto”; e cioè mantenendo la catechesi di “presenza”, per quanto possibile, e curando in maniera continuativa l’offerta di strumenti di catechesi e di preghiera che responsabilizzino i genitori nei confronti di una formazione integrale dei figli, così che la famiglia si riappropri della missione e della responsabilità di trasmettere la fede ai più giovani.

Dall’ascolto dei Vicari è emerso che questa forma “mista” si è già affermata in alcune parrocchie più grandi, mentre nelle più piccole non è problematico fare piccoli gruppi di catechesi, osservando tutte le prescrizioni di legge.

Questa forma “mista” punta soprattutto sulla partecipazione dei genitori con i figli alla Messa domenicale, dopo la quale, rimanendo in chiesa, ciascuno al proprio posto, potrebbero essere date ai genitori le indicazioni per svolgere il catechismo a casa con i figli, programmando, ogni due settimane, una forma di verifica più distesa, a piccoli gruppi, nei locali parrocchiali.

Per sostenere questa modalità, il Centro per la Evangelizzazione e la Catechesi si impegna a fornire il materiale, soprattutto per quanto riguarda il primo triennio del Progetto catechistico diocesano.

L’invito cordiale che rivolgo a tutti è di non lasciarci prendere dalla irrazionalità della paura; di essere quanto mai attenti e vigilanti sulla osservanza delle norme di legge, ma soprattutto di attivare insieme ai catechisti, agli animatori e a quanti collaborano con la vita parrocchiale quell’ascolto nei confronti dello Spirito Santo che non manca mai di suggerire alla Chiesa ciò che è necessario perché il Vangelo, in qualunque tempo e modo venga annunciato, e la comunità cristiana possa progredire nel suo cammino di fede e di testimonianza della carità.

A ciascuno rivolgo il mio saluto cordiale, assicurando per tutti un ricordo particolare nella preghiera.

+ Giovanni Paolo Benotto