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Lettera per la Veglia di Pentecoste

Ai Sacerdoti Diocesani e Religiosi  

e ai Diaconi permanenti

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Pisa, 28 aprile 2021

Carissimi, 

ci stiamo avvicinando rapidamente alla solennità della Pentecoste (23 maggio) che siamo stati sempre soliti introdurre nella sua Vigilia, con la celebrazione di una Veglia diocesana di preghiera in cattedrale. Questa tradizione, iniziata dall’Arcivescovo Alessandro Plotti, è stata sospesa dalla pandemia nello scorso anno, in cui, alla Vigilia della Pentecoste, abbiamo celebrato, al mattino, la Messa Crismale.

Sebbene ci stiamo avviando, o almeno lo speriamo, verso una situazione pandemica meno acuta, permangono però diversi divieti, fra cui quello del coprifuoco serale che ci impedisce di programmare celebrazioni che vadano oltre le ore 22.

Dopo aver sentito il Consiglio Presbiterale e il Consiglio Pastorale diocesano, ritengo opportuno non celebrare una Veglia a carattere diocesano, bensì di proporre a tutte le parrocchie di solennizzare la Messa Vigiliare della Pentecoste, ricorrendo ad una delle due modalità previste dal nuovo Messale Romano, e cioè o l’inserimento dei Vespri nella Messa o l’utilizzo della Celebrazione Vigiliare prolungata con la proclamazione delle quattro letture proposte prima del canto del Gloria, con il loro salmo e le orazioni proprie.

E’ ovvio che di queste modalità celebrative è doveroso darne avviso ai fedeli, valorizzando inoltre nell’ultima settimana pasquale tempi prolungati di preghiera in attesa del dono dello Spirito Santo, o in altre parole, quella che era la Novena allo Spirito Santo e che la riforma liturgica ha legato al settenario fra l’Ascensione e la Pentecoste. Anche in questo caso si potrebbe opportunamente inserire nella Messa vespertina quotidiana la recita, o meglio ancora, il canto del Vespro, o di mattina, il canto delle Lodi.

Niente vieta che nella VII settimana pasquale si dia pure spazio all’adorazione eucaristica e ad un ascolto più prolungato della Parola di Dio.

Chiedendo a tutti un particolare e fervoroso impegno di preghiera per le vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata, per le vocazioni al matrimonio e al servizio del popolo di Dio e per l’intera nostra Chiesa diocesana, vi saluto di cuore con l’augurio di ogni bene nel Signore.

+ Giovanni Paolo Benotto

Arcivescovo