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Vita Nova del 19 Febbraio 2023

È in arrivo nelle case degli abbonati e nelle chiese della diocesi il numero del settimanale Toscana Oggi datato domenica 19 febbraio 2023. Qui trovate la prima pagina del dorso diocesano, Vita Nova.

La foto di apertura di prima pagina è dedicata alla colonna mobile dei vigili del fuoco Usar di ritorno dalla missione in Turchia. 
Erano  le 7.25 di lunedì quando un velivolo Atr 72 della Guardia di Finanza – partito da Adana – è atterrato all’aeroporto militare «Arturo Dell’Oro» a Pisa. Riportando a casa la colonna mobile «Usar» (acronimo di Urban Search And Rescue) che era partita da Pisa in direzione Turchia ad inizio della settimana precedente. Qui 45 vigili del fuoco, provenienti da Toscana, Lazio e Lombardia e nove sanitari (tre medici e sei infermieri), in sei giorni – organizzati in due squadre e in turni di otto ore – sono stati impegnati giorno e notte nel recupero dei terremotati dalle macerie di due siti di Antiochia, nella provincia di Hatay, nel sud della Turchia. Una città dal passato glorioso: fu una delle metropoli più grandi del mondo antico, fin quando, nel 526, fu distrutta da un terribile terremoto. Corsi e ricorsi storici. I vigili del Fuoco partiti da Pisa sono stati tra i primissimi soccorritori stranieri ad arrivare in Turchia. La colonna italiana si è messa a capo del Sector coordination center, coordinando il lavoro di 14 simili team arrivati da altrettanti diversi Paesi – dalla Cina alla Gran Bretagna, dalla Serbia all’Oman. Il responsabile del «modulo» era Nicola Ciannelli, 55 anni, originario di Ischia, dal giugno 2020 comandante provinciale dei Vigili del Fuoco di Pisa. Ciannelli ha alle sue spalle almeno altre quattro missioni internazionali significative: in Nepal, Ecuador, Albania, ma «l’esperienza che abbiamo vissuto in questi giorni ci ha provato come non mai» ha confessato al nostro Andrea Bernardini. Le testimonianze dei vigili del fuoco si trovano a pagina III.
L’arcivescovo Giovanni Paolo Benotto – lo scorso 11 febbraio, festa della Madonna di Lourdes e Giornata mondiale del malato – ha presieduto, in Cattedrale,  l’arcivescovo Giovanni Paolo Benotto ha presieduto una solenne concelebrazione eucaristica. Presenti tantissime persone e disabili con le loro carrozzelle accompagnati dai  premurosi gruppi di volontari appartenenti a numerose associazioni. C’era per noi Gabriele Ranieri. Il servizio è a pagina II.

Anche quest’anno il Centro diocesano vocazioni propone l’itinerario vocazionale «Parla Signore – Alla tua luce vediamo la luce». L’iniziativa vuole promuovere la «cultura vocazionale», ovvero la presa di consapevolezza che l’esistenza umana – proprio perché è un dono – è soprattutto un appello, una chiamata. Come già accaduto lo scorso anno nel vicariato del Pian di Pisa, una lampada attraverserà tutte le parrocchie della Valdiserchio. La lampada – per quanto la sua forma ricordi quella di Aladino – non si preoccuperà di realizzare un desiderio, ma di suscitare quello della riscoperta della chiamata di Dio nella vita di ciascuno di noi. La sera di mercoledì primo febbraio, nel corso di una partecipata veglia di preghiera nel monastero delle monache benedettine a Pontasserchio, la lampada è stata consegnata dall’arcivescovo Giovanni Paolo Benotto al vicario zonale don Tomasz Grzywacz. Questi si è impegnato, a nome di tutto il suo vicariato, a custodire la luce di questa lampada insieme alle comunità parrocchiali affinché, attraverso la Parola e l’Eucaristia, questo segno itinerante di comunione possa essere una spinta a creare spazi di condivisione, ascolto e riflessione. Ci racconta tutto Giuseppe Giorgio Colabufo a pagina IV del dorso diocesano del settimanale.

Da sempre le nostre comunità, in ambito civile, sociale ed ecclesiale, sono alla ricerca di figure che sappiano incarnare quei valori che danno un senso alla nostra vita, di testimoni credibili, di «battistrada» capaci di tracciare un cammino, in definitiva di esempi da seguire. Ecco perché è da salutare con favore l’iniziativa della parrocchia di San Piero e del comune di Pisa di intitolare a don Mario Stefanini il largo che «unisce» via Deodato Orlandi al Cimitero di San Piero a Grado. La cerimonia avverrà sabato 25 febbraio alle ore 10 alla presenza del sindaco Michele Conti e dell’arcivescovo Giovanni Paolo Benotto. Monsignor Stefanini fu parroco di San Piero dal 1995 fino al 2011, anno della sua morte. Dotato di grande umanità, uno stile concreto e un atteggiamento di profonda umiltà, svolse il suo servizio pastorale con passione e tenerezza. E rivolse la sua attenzione e la sua acuta intelligenza al territorio di San Piero a Grado, indagandone gli aspetti storici e artistici e facendosi promotore di iniziative di alto livello. A pagina VI troverete alcune  testimonianze dirette, che ci possono far apprezzare la figura di don Mario. Sono state scritte da Girolamo Di Lillo, che lo aveva affiancato nel comitato per la valorizzazione della Basilica; da Piera Orvietani Santerini, presidente de Gli Amici dei Musei e Monumenti Pisani; e da Nicola Gorreri, autore dei disegni che arricchiscono il volume «I Sonetti di Don Mario».

Ha scelto la vita religiosa, ma non ha mai abbandonato la sua straordinaria passione per la musica della trasgressione e della contestazione per eccellenza: il rock! Una musica che fra’ Federico Russo, frate minore, offre nelle sue esibizioni live  invitando tutti a superare gli stereotipi e a volgere lo sguardo all’intima religiosità che esprimono alcune di quelle note e di quelle parole. Di tutto questo fra’ Federico ha parlato, mercoledì 8 febbraio – nell’ambito dei Thè di Toscana Oggi – in una inconsueta arena da concerti quale il cenacolo della Chiesa dei Cavalieri rivolgendosi a un attento quanto incuriosito pubblico. Il frate francescano si è ben volentieri sottoposto alle domande, talvolta, irriverenti di Alessio Giovarruscio. L’intervista a fra’ Federico Russo, pubblicata a pagina VII, è di Luigi Puccini.

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